La Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, antico gioiello architettonico situato in Italia, fa da scenario a un ciclo pittorico di diciotto opere in cui l’arte contemporanea rievoca una celebre leggenda medievale di amore, morte e redenzione. Invitato a tradurre in immagini la vicenda del cavaliere Lotario e della sua amata Imelda, il percorso si sviluppa attraverso dodici tele dedicate alla narrazione degli eventi e sei tavole incentrate sulle figure dei protagonisti, offrendo un’interpretazione immediata e di grande impatto emotivo.
Lo stile rinuncia volutamente alle ricostruzioni storiche dettagliate o ai fasti della vita feudale per concentrarsi sull’essenza drammatica del racconto. Scegliendo di stendere il colore acrilico direttamente con le dita ed eliminando la mediazione del pennello, le immagini si compongono sulla superficie attraverso una sintesi formale e una rapidità esecutiva che evoca un linguaggio quasi arcaico. Questo contatto fisico e immediato con la materia crea segni riassuntivi e guizzi cromatici netti, capaci di alternare la tensione lirica a una sottile e originale intonazione caricaturale. Esposti proprio tra le mura millenarie dell’abbazia la cui fondazione si lega al rimorso e alla successiva scelta eremitica di Lotario, questi dipinti generano un dialogo unico tra passato e presente, dimostrando come un mito antico possa vibrare di una sensibilità totalmente moderna.
Testo a cura di Luce
Imelda, fanciulla bellissima e figlia di un ricco signore della città di Ascoli Piceno che l’ha promessa in sposa per ampliare i suoi giri commerciali, mentre rientra a casa in compagnia della governante incrocia lo sguardo di Lotario, giovane cavaliere del quale tutte le fanciulle sono innamorate.
Come per un silenzioso appuntamento, i due ragazzi si ritrovano ogni giorno nel medesimo luogo e alla medesima ora. Dopo un po' di tempo gli sguardi lasciano il posto alle parole e le parole ai baci rubati.
I due si incontrano segretamente, finché Imelda e Lotario non suggellano completamente il loro amore.
Imelda è troppo giovane e troppo ingenua per nascondere la sua gioia, tanto che il padre Eufemio comincia a sospettare qualcosa.
Eufemio fa pedinare Imelda e scopre gli incontri segreti con Lotario.
Eufemio chiede spiegazioni alla figlia che confessa tutto.
Eufemio perde le staffe in quanto non poteva più dare Imelda, che aveva perso la purezza, in sposa a chi l'aveva promessa. Decide quindi di rinchiuderla in un convento, costringendola a prendere i voti.
Imelda, non potendo salutare né avvisare il suo amato Lotario, nel convento si lascia lentamente morire di fame e di sete.
Dopo settimane di ricerca Lotario viene a sapere la tragica verità. Accecato dalla furia, senza sfidarlo in un regolare duello, uccide brutalmente Eufemio.
Lotario è costretto a scappare per sfuggire alla giustizia. Si ritira in un luogo sperduto vicino a un fiume, dove costruisce una capanna che presto diventa un rifugio per altri disperati.
Una notte, in sogno, compare Imelda che gli dice di costruire qualcosa che possa ricordare al mondo il loro amore.
Lotario inizia a costruire una chiesa, un’abbazia dove anni dopo sarebbe divenuto monaco.
Lotario e Imelda a Cavallo