Artista visivo, Pittore e Fotografo
Giordano Macellari è un artista visivo e fotografo nato a Potenza Picena (MC), in Italia, il 31 dicembre 1962. La sua ricerca si fonda sulla sottrazione del superfluo per giungere all’essenziale, portando avanti parallelamente due filoni espressivi: la fotografia d’autore in bianco e nero e una pittura potente che si muove costantemente tra l’astratto e un personale figurativo moderno.
Manifesta fin dall’infanzia una forte vocazione artistica. Dopo aver raggiunto il successo come imprenditore, nel 2002 compie una scelta radicale: cessa ogni attività per dedicarsi interamente all’arte, diventando, secondo una sua celebre definizione, “proprietario delle proprie 24 ore”. Questa svolta viene inaugurata con un viaggio simbolico: al compimento dei suoi 40 anni, parte per un soggiorno di 40 giorni sull’Isola Margherita, in Venezuela, portando con sé solo i propri abiti e una valigia di tele arrotolate, dipinte interamente sul posto. Già nel 2000, dimostrando una notevole lungimiranza, registra a proprio nome il suo dominio web ufficiale, anticipando la necessità di un’indipendenza e di una divulgazione digitale diretta.
Il debutto ufficiale sulla scena artistica avviene nel 2003 con la sua prima mostra istituzionale presso il Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, anno in cui avviene anche un significativo incontro e confronto intellettuale con il celebre critico Achille Bonito Oliva. Da quel momento la sua carriera subisce un’accelerazione straordinaria, portandolo a realizzare circa 20 mostre solo nei primi quattro anni di attività. Il valore della sua ricerca riceve presto importanti conferme nel panorama critico nazionale, venendo inserito nel prestigioso Catalogo dell’Arte Moderna Italiana N. 39 (Editoriale Giorgio Mondadori, 2003) e successivamente nel volume “Avanguardie Artistiche” (2011).
Il legame con gli Stati Uniti segna tappe fondamentali e curiosi aneddoti nella sua carriera. A New York, Macellari tiene due importanti mostre personali, tra cui una celebre esposizione presso lo storico spazio della Ward-Nasse Gallery a Soho. In occasione di una di queste trasferte americane, l’artista si stabilisce nella metropoli un mese e mezzo prima dell’inaugurazione, acquistando tele e colori sul posto e producendo di getto ben 42 quadri, poi esposti insieme alla sua produzione fotografica in bianco e nero. A questo periodo risale anche un singolare e fortunato esperimento artistico, che lo vede dipingere velocemente a mano 1.000 camicie bianche tradizionali, rimaste invendute nel magazzino di un amico negoziante, trasformandole in pezzi unici d’arte andati letteralmente a ruba in brevissimo tempo.
Dal 2005, Macellari stabilisce un profondo legame con il Brasile, dove acquista una casa e si reca regolarmente a svernare nei mesi invernali per dipingere. In territorio brasiliano tiene importanti esposizioni, tra cui una celebre mostra presso il Museo Casa de Cultura Mario Quintana a Porto Alegre e una mostra presso una nota galleria d’arte locale.
Parallelamente, l’artista mantiene un forte legame con la sua terra d’origine e un profondo rispetto per la memoria storica, distinguendosi per importanti progetti filantropici. Attraverso l’iniziativa “OGGI PER IERI” (2005, 2006), svoltasi in occasione di sue mostre personali nelle Marche, l’artista devolve l’intero incasso delle esposizioni per finanziare il restauro di storiche opere d’arte locali bisognose di interventi, collaborando con istituzioni come la Pinacoteca Civica “Corrado Pellini” di Montelupone e la Pinacoteca “Vittore Crivelli” di Sant’Elpidio a Mare.
Un ruolo chiave nel suo percorso critico è ricoperto dallo storico dell’arte Stefano Papetti, che nel corso degli anni cura e presenta numerose sue mostre, tra cui le esposizioni a Montelupone, le due mostre a Sant’Elpidio a Mare e la celebre “Lotario and Imelda” (2019) presso l’Imperiale Basilica di Santa Croce al Chienti. La sua presenza espositiva tocca sedi di grande prestigio tra cui l’Art Fair di Shanghai in Cina, Palazzo Mondadori a Venezia, la Reggia di Caserta, oltre a mostre istituzionali a Roma, Ancona (Palazzo Camerata), Civitanova Marche (Palazzo Sforza), Piombino e la recente mostra fotografica del 2024 “The contrasts of life” a Morrovalle, dedicata alla figura della madre Marcella.
La forza della pittura di Macellari, espressa su formati differenti a seconda dell’urgenza creativa, dalle ampie tele 80×120 cm e 60×120 cm fino a formati più intimi, risiede nella sua natura profondamente intima. Quello che il pubblico percepisce come astrattismo è, in realtà, un figurativo dell’anima: ogni linea, gesto o squarcio di colore sulla tela rappresenta un frammento biografico ben chiaro nella mente del pittore. Non si tratta di meri segni grafici, ma di pezzi di vita vissuta, come un pomeriggio di allegria o una notte intensa. Attraverso questa poetica, l’osservatore viene guidato a percepire la presenza di una storia reale, pulsante e sincera dietro la superficie dell’opera

Giordano Macellari nella sua casa-studio (2008)