Negli anni Novanta, durante un soggiorno a New York, il celebre volume fotografico Soul di Thierry Le Gouès entra a far parte della collezione personale dell’artista. Molto tempo dopo, in Italia, quelle pagine subiscono un radicale processo di appropriazione e metamorfosi concettuale, venendo strappate dal loro supporto originario per trasformarsi nella base iconica di un ciclo pittorico unico.
In questa serie l’immagine del fotografo francese perde la sua funzione puramente documentaria per farsi materia viva e superficie di dialogo. Attraverso l’uso esclusivo del colore acrilico rosso, il segno interviene sulla perfezione scultorea e sui contrasti monocromatici della fotografia per compiere una vera e propria rivelazione anatomica ed emotiva. La linea scarlatta non copre, ma evidenzia le tensioni muscolari, i profili dei corpi, i battiti interni e le aureole simboliche, elevando la fisicità primordiale dei soggetti a icone sacre e senza tempo. Questo intervento viscerale crea un contrasto netto tra la superficie lucida della carta e l’opacità vibrante del pigmento, dando vita a un’opera trasformativa in cui il corpo diventa tempio e la pittura si fa puro spirito.
Testo a cura di Luce